Ospedaletto (Santa Maria dei Derelitti) Chiesa
Antico ospedale per orfani divenuto chiesa dalla facciata barocca esuberante di Baldassare Longhena, celebre per il suo passato di conservatorio musicale.
L’Ospedaletto, facciata barocca e memoria di un ospedale per orfani
Nel sestiere di Castello, sulla Barbaria de le Tole e a due passi dal rio dei Mendicanti, la chiesa di Santa Maria dei Derelitti, universalmente conosciuta come Ospedaletto, apparteneva a un vasto stabilimento caritatevole nato nel 1527-1528, durante una grave carestia che spinse verso Venezia molti indigenti provenienti dalla Terraferma. Legata all’azione di san Girolamo Emiliani, o Girolamo Miani, l’istituzione accolse malati, poveri e orfani di entrambi i sessi. Divenne uno dei quattro grandi Ospedali di Venezia, queste istituzioni assistenziali che acquisirono anche una notevole reputazione nel campo dell’educazione musicale.
Telamoni
Santa Maria dei Derelitti
La chiesa fu costruita a partire dal 1575, secondo un progetto tradizionalmente attribuito a Andrea Palladio. Fu profondamente abbellita nel XVII secolo grazie al lascito del ricco mercante Bartolomeo Cargnoni. A partire dal 1670, Baldassare Longhena, l’architetto di Santa Maria della Salute, intervenne in particolare sull’altare maggiore e progettò la straordinaria facciata barocca. La sua profusione di rilievi, maschere e figure scolpite è insolita a Venezia. I quattro possenti telamoni che sembrano sostenere la trabeazione, così come diverse altre sculture, sono attribuiti a Giusto Le Court, uno dei principali collaboratori di Longhena.
L’interno, a navata unica, conserva un insieme di opere accumulate nel corso dei secoli, in particolare di Palma il Giovane, Carl Loth, Pietro Liberi e Giambattista Tiepolo. Quest’ultimo vi lavorò ancora giovanissimo: diverse figure di apostoli dipinte verso il 1715-1716 e il Sacrificio di Isacco, realizzato qualche anno più tardi, contano tra le testimonianze dei suoi esordi veneziani. Sopra l’altare maggiore si trova anche l’organo costruito nel 1751 da Pietro Nacchini, importante vestigio della tradizione musicale dell’istituzione.
Il complesso non si limita del resto alla chiesa. Le trasformazioni del XVII secolo hanno lasciato un’elegante scala ovale realizzata da Giuseppe Sardi e il cortile detto delle Quattro Stagioni, riorganizzato sotto Longhena e un tempo destinato in particolare ai pensionanti dell’istituzione. Questi spazi ricordano che l’Ospedaletto costituiva una vera e propria piccola città caritatevole e non un semplice orfanotrofio accanto a una chiesa.
L’Ospedaletto apparteneva alla rete dei quattro grandi stabilimenti caritatevoli veneziani — con la Pietà, i Mendicanti e gli Incurabili — che associarono assistenza ai più fragili, educazione e pratica musicale. La vicinanza dell’antico Ospedale dei Mendicanti, nel settore dei Santi Giovanni e Paolo e del rio dei Mendicanti, sottolinea la concentrazione eccezionale di grandi istituzioni ospedaliere e caritatevoli in questa parte di Castello.
Consigli di visita
Il Complesso dell’Ospedaletto si trova al 6691, Barbaria de le Tole.
Fonti e informazioni complementari
Gioielli Nascosti di Venezia - Complesso dell’Ospedaletto ; Venezia Unica - Complesso dell’Ospedaletto ; Treccani - Baldassare Longhena.
Mappa e itinerario
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