Scuola Grande di San Marco Monumento

Sede dell'antica grande confraternita del Castello, oggi è legata all'ospedale civile e notevole per la sua facciata in marmo. Con la basilica dei Santi Giovanni e Paolo e il monumento a Bartolomeo Colleoni, la Scuola Grande di San Marco rappresenta da sola molteplici aspetti della Repubblica: religione, assistenza, prestigio sociale, arte e memoria militare.

Scuola Grande di San Marco a Venezia 01

Scuola Grande di San Marco, marmo e prospettiva

La Scuola Grande di San Marco costeggia il vasto Campo Santi Giovanni e Paolo, a Castello. La sua spettacolare facciata in marmo fa quasi pari con la vicina basilica e forma, insieme al monumento equestre di Colleoni, uno dei complessi monumentali più impressionanti di Venezia. Nonostante l'aspetto di palazzo, l'edificio fu dapprima la sede di una potente confraternita laica dedicata alla devozione e all'assistenza.

Divenuta troppo importante per la sua vecchia sede, la Scuola intraprese nel 1437 la costruzione di un nuovo edificio presso il convento domenicano dei Santi Giovanni e Paolo. Il trasferimento ufficiale avvenne nel 1438. Fu proprio questo primo edificio di San Zanipolo a essere quasi interamente distrutto dall'incendio del 1485, prima della ricostruzione monumentale di cui rimane la celebre facciata attuale.

La prima sede monumentale ebbe una fine brutale nella notte del 31 marzo 1485. Secondo i documenti conservati dalla Scuola, dei ceri lasciati accesi sull'altare della sala capitolare avrebbero comunicato il fuoco a un arazzo: l'incendio distrusse in poche ore quasi tutto l'edificio e il suo arredo. La confraternita decise subito di ricostruire, questa volta con una notevole ambizione architettonica.

Una facciata concepita come un'architettura in trompe-l'œil

Il cantiere fu inizialmente affidato a Pietro Lombardo, poi proseguito in particolare da Mauro Codussi a partire dagli anni 1490. Marmi bianchi e policromi, lesene, nicchie, sculture e pannelli in rilievo trasformano la facciata in un vero e proprio manifesto del Rinascimento veneziano. La composizione associa così architettura reale e architettura rappresentata, con una raffinatezza insolita persino a Venezia.

I pannelli scolpiti della parte inferiore sono particolarmente notevoli. I rilievi di Tullio Lombardo dedicati a San Marco e ad Aniano utilizzano una prospettiva estremamente calcolata: pavimenti, colonne e architetture convergono verso un punto di fuga e danno l'impressione che piccole sale si aprano nello spessore del muro. La pietra imita così i procedimenti della pittura prospettica rinascimentale.

Al di sopra del portale appare naturalmente il leone di San Marco, mentre due leoni scolpiti incorniciano l'ingresso. Questi ultimi sono tuttavia delle ricostruzioni: gli originali furono distrutti dopo la caduta della Repubblica nel 1797. Alcuni elementi più antichi erano invece sopravvissuti all'incendio del 1485 e furono riutilizzati nella nuova facciata.

L'interno era all'altezza di questa ambizione. La grande Sala Capitolare e la Sala dell'Albergo ricevettero alla fine del XV secolo sfarzosi soffitti scolpiti e dorati. Per la Sala dell'Albergo, la confraternita commissionò anche un ciclo straordinario dedicato alla vita di San Marco, al quale lavorarono in particolare Gentile e Giovanni Bellini, Giovanni Mansueti, Paris Bordone e Palma il Vecchio.

Gran parte di questi dipinti fu dispersa dopo la caduta della Repubblica e le soppressioni napoleoniche. Diversi celebri teleri della Scuola sono oggi conservati alle Gallerie dell'Accademia, dove costituiscono ancora un insieme di grande rilievo della pittura narrativa veneziana del Rinascimento. La Scuola conserva tuttavia i suoi soffitti storici e diverse opere dei secoli XVI e XVII.

Il destino dell'edificio cambiò profondamente nel XIX secolo con lo sviluppo dell'Ospedale Civile di Venezia nell'antico complesso domenicano vicino. La Scuola fu progressivamente integrata in questo complesso ospedaliero e la sua Sala Capitolare ospita oggi, tra l'altro, un'importante biblioteca dedicata alla storia della medicina. Il luogo associa così in modo piuttosto singolare patrimonio rinascimentale, storia della carità e attività sanitaria.

La Scuola è oggi nuovamente accessibile nell'ambito della sua attività museale e culturale. Anche un'osservazione attenta dal campo permette tuttavia di cogliere l'originalità: raramente a Venezia una confraternita avrà utilizzato con tanta efficacia il marmo, la scultura e la prospettiva come strumenti di rappresentanza pubblica.

Fonti e informazioni complementari

Scuola Grande di San Marco - sito ufficiale ; Gallerie dell'Accademia di Venezia ; Venezia Unica - Castello.

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