Statua del Colleoni Monumento
Statua equestre del Rinascimento sul Campo Santi Giovanni e Paolo, realizzata su modello di Verrocchio, che ricorda anche la potenza territoriale della Repubblica di Venezia, celebrando qui uno dei suoi più grandi capitani.
Colleoni, cavaliere di bronzo
(foto dell'Ottocento)
Il monumento a Bartolomeo Colleoni, detto Statua del Colleoni, si erge sul Campo Santi Giovanni e Paolo, davanti alla basilica omonima e alla Scuola Grande di San Marco. In una città in cui i cavalli sono scomparsi da tempo dal paesaggio quotidiano, questa imponente statua equestre colpisce subito per la sua energia: cavaliere e cavallo sembrano avanzare in mezzo al campo, dominando lo spazio dal loro alto piedistallo.
Alla sua morte, Colleoni lasciò a Venezia una somma considerevole, tra cui 100.000 ducati, oltre ad altri crediti destinati in particolare alla guerra contro gli Ottomani. Il suo testamento chiedeva anche che una statua equestre a sua immagine fosse eretta in Piazza San Marco. La Repubblica accettò l'idea del monumento, ma certamente non la sua collocazione: erigere nel cuore politico di Venezia una gigantesca statua che celebrava un capo militare privato avrebbe costituito una spettacolare violazione delle tradizioni di uno Stato particolarmente diffidente verso le ambizioni individuali.
Un capolavoro della scultura equestre del Rinascimento
La Repubblica lanciò il progetto alla fine degli anni 1470 e affidò infine il monumento al fiorentino Andrea del Verrocchio. Questi concepì un insieme molto più teso del celebre Gattamelata realizzato alcuni decenni prima da Donatello a Padova. Il cavallo avanza con potenza, una zampa anteriore sollevata, mentre Colleoni, eretto sulle staffe, gira leggermente il corpo e fissa lo spazio davanti a sé con un'espressione volutamente severa.
Questa tensione conferisce al gruppo un'impressione di movimento insolita per una massa di bronzo così imponente. Verrocchio non cerca solo di rappresentare un uomo a cavallo: costruisce una vera immagine del comando militare, dove l'atteggiamento del cavaliere, l'armatura, la torsione del corpo e la muscolatura dell'animale partecipano allo stesso effetto di potenza.
Verrocchio morì a Venezia nel 1488 prima di poter fondere il suo modello definitivo. Il Senato affidò allora il completamento ad Alessandro Leopardi, grande bronzista veneziano, che realizzò la fusione e progettò anche il notevole piedistallo in marmo. L'insieme fu completato e installato nel corso degli anni 1490, diventando uno dei grandi monumenti equestri del Rinascimento italiano.
Il monumento merita anche di essere osservato nel suo ambiente. Il bronzo scuro dialoga con la massa gotica della basilica dei Santi Giovanni e Paolo e con la spettacolare facciata rinascimentale della Scuola Grande di San Marco. Queste tre architetture molto diverse compongono attorno al campo uno degli insiemi monumentali più impressionanti di Castello.
Il Colleoni ricorda infine un aspetto a volte dimenticato della storia di Venezia: dietro le galere, i mercanti e i palazzi del Canal Grande c'era anche una potenza territoriale capace di mobilitare eserciti importanti. La Repubblica celebrò qui uno dei suoi più grandi capitani, assicurandosi che l'eroe di bronzo non facesse mai ombra al potere dello Stato.
Fonti e informazioni complementari
Treccani - Bartolomeo Colleoni ; Metropolitan Museum of Art - Verrocchio e il monumento a Colleoni ; Venezia Unica - Castello.
Mappa e itinerario
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