Chiesa di San Zaccaria Chiesa

Chiesa del IX secolo dove i dogi venivano ogni lunedì di Pasqua, celebre per uno dei capolavori di Bellini e la cripta dei primi dogi di Venezia.

Pinacoteca Querini Stampalia - Visita del Doge a San Zaccaria nel giorno di Pasqua - Gabriele Bella

San Zaccaria, lo scrigno rinascimentale delle tombe ducali

A pochi passi dalla Riva degli Schiavoni, sul Campo San Zaccaria, la chiesa di San Zaccaria è uno dei grandi monumenti religiosi del sestiere di Castello. Dedicata a san Zaccaria, padre di Giovanni Battista, affonda le sue origini nei primi secoli di Venezia: una chiesa e un monastero benedettino furono fondati all'inizio del IX secolo sotto i dogi della famiglia Partecipazio. Secondo la tradizione veneziana, l'imperatore bizantino Leone V l'Armeno avrebbe allora offerto a Venezia delle reliquie di san Zaccaria, rafforzando il prestigio del nuovo santuario.

La grande chiesa attuale fu eretta a partire dalla metà del XV secolo sotto la direzione di Antonio Gambello, poi completata all'inizio del XVI secolo da Mauro Codussi. La transizione tra i due architetti spiega il suo carattere particolare: la struttura conserva elementi del gotico tardivo, mentre Codussi impone alla parte superiore della facciata il suo vocabolario rinascimentale, con colonne binate, grandi aperture ad arco e pietra chiara. L'insieme è tra le manifestazioni più eleganti del passaggio dal gotico al Rinascimento a Venezia.

L'interno colpisce per la sua ampiezza e soprattutto per il suo abside, circondato da un deambulatorio illuminato da alte finestre gotiche, una disposizione insolita nelle chiese veneziane. Ma l'opera più celebre si trova nella navata sinistra: la Pala di San Zaccaria di Giovanni Bellini, dipinta nel 1505. La Vergine e il Bambino vi appaiono circondati da santi in un'architettura fittizia la cui luce sembra prolungare quella della chiesa. Bellini vi associa prospettiva, colore e silenzio monumentale con una sottigliezza che ne fa una delle grandi Sacre Conversazioni del Rinascimento veneziano.

La visita sarebbe però incompleta senza i resti dell'antica San Zaccaria. La cappella di San Tarasio, a volte chiamata cappella d'Oro per la ricchezza della sua decorazione, conserva tre grandi polittici realizzati nel 1443 da Antonio Vivarini e Giovanni d'Alemagna, in sorprendenti cornici gotiche dorate. Le volte e le lunette portano anche affreschi di Andrea del Castagno, eseguiti nel 1442, testimonianza particolarmente preziosa della presenza a Venezia di questo importante pittore fiorentino.

La vicina cappella di Sant'Atanasio, che corrisponde all'antico coro delle monache, conserva anch'essa diverse opere notevoli, in particolare di Palma il Giovane e del Tintoretto. Questa successione di spazi gotici e rinascimentali dà a San Zaccaria una ricchezza spesso insospettabile dalla sola navata principale.

Sotto la cappella di San Tarasio si trova uno degli spazi più singolari del monumento: una piccola cripta risalente probabilmente al X secolo, divisa in tre navate da modeste colonne. Diversi dogi dei primi secoli di Venezia vi furono sepolti, tradizionalmente in numero di otto. La cripta si trova oggi sotto il livello dell'acqua alta e rimane per gran parte dell'anno parzialmente invasa dalla laguna. L'acqua che ricopre il suo pavimento e riflette le colonne le conferisce un'atmosfera suggestiva, ricordando molto concretamente il fragile rapporto di Venezia con il suo ambiente lagunare.

Il campanile, molto più antico della facciata attuale, appartiene in sostanza alla ricostruzione romanica del XII secolo. La sua muratura in mattoni e le sue forme sobrie contrastano fortemente con i marmi della chiesa rinascimentale. Con la cripta e le cappelle dell'antica chiesa, permette di seguire sul posto quasi sei secoli di evoluzione architettonica.

Pinacoteca Querini Stampalia - Visita del Doge a San Zaccaria nel giorno di Pasqua - Gabriele Bella

Visita del Doge a San Zaccaria
Gabriele Bella, via Wikimedia Commons

Consigli per la visita

L'accesso alla chiesa vera e propria è gratuito. Gli spazi monumentali dell'antica chiesa, comprendenti in particolare le cappelle e la cripta, fanno parte del museo di San Zaccaria e sono accessibili con un biglietto specifico o con il Chorus Pass. Chorus indica attualmente un'apertura per la visita artistica tutti i giorni dalle 10 alle 18, con ultimo ingresso qualche minuto prima della chiusura. Il biglietto individuale del museo è attualmente di 3,50 €. Gli orari possono essere modificati in occasione delle funzioni o delle principali festività religiose: meglio controllarli prima della visita.

Fonti e informazioni complementari

Chorus Venezia – Museo e cripta di San Zaccaria ; Venezia Unica – San Zaccaria ; Università Ca' Foscari – Storia del monastero di San Zaccaria.

Mappa e itinerario

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