Santa Maria Assunta dei Gesuiti Chiesa

Chiesa barocca di Cannaregio, ricostruita nel XVIII secolo dai gesuiti, famosa per la sua decorazione in marmo bianco e verde che imita i tessuti, con opere di Tiziano e del Tintoretto.

Santa Maria Assunta, detta dei Gesuiti

Sul Campo dei Gesuiti, vicino alle Fondamente Nove, Santa Maria Assunta è una delle espressioni più spettacolari del barocco tardivo a Venezia. L'interno sorprende per la sua decorazione bianca e verde che trasforma pareti, altari e pulpito in un vasto gioco di tessuti di pietra. La chiesa attuale occupa tuttavia un sito molto più antico: una chiesa dei Crociferi vi è attestata già nel 1148, presto associata a un ospedale per poveri e malati.

Dai Crociferi ai Gesuiti

Espulsi dalla Repubblica in occasione dell'Interdetto del 1606, i gesuiti poterono tornare solo nel 1657. Dopo la soppressione dell'ordine dei Crociferi nel 1656, il loro antico complesso passò ai gesuiti. All'inizio del XVIII secolo, questi intrapresero una ricostruzione con il sostegno finanziario della famiglia Manin. Il progetto di Domenico Rossi, documentato già dal 1710, fu approvato nel 1713 e il cantiere iniziò nel 1714. La facciata fu realizzata tra il 1721 e il 1728; la decorazione interna continuò a essere completata fino al 1734-1735.

La facciata a due ordini, anch'essa progettata da Rossi, moltiplica colonne, nicchie e sculture. I dodici apostoli occupano i diversi livelli e il coronamento è dominato dal gruppo dell'Assunzione di Giuseppe Torretti. All'interno, la navata unica fiancheggiata da tre cappelle per lato conduce all'altare maggiore di Giuseppe Pozzo, il cui baldacchino poggia su colonne tortili di marmo verde antico.

Capolavori ereditati dall'antica chiesa

La ricostruzione del XVIII secolo ha preservato diverse opere dei Crociferi. La prima cappella a sinistra conserva il Martirio di san Lorenzo del Tiziano, dipinto intorno al 1558 per l'antica chiesa. Nel transetto si trova l'Assunzione della Vergine del Tintoretto, datata 1555. Sulla controfacciata, il monumento funebre dei Da Lezze, progettato da Jacopo Sansovino nel XVI secolo, fu anch'esso rimontato. La sacrestia raccoglie infine una ventina di dipinti di Palma il Giovane.

Visita: la chiesa rimane adibita al culto. Un programma di restauro finanziato dal PNRR, del valore di circa 4,5 milioni di euro, ha riguardato in particolare le superfici decorate, la facciata e le coperture. Il cantiere è stato organizzato per mantenere per quanto possibile funzioni e visite; nel 2026, il sito ufficiale segnala una fase conclusiva dei lavori. Orari e condizioni di accesso essendo suscettibili di variazioni, è meglio verificarli prima della visita.

Fonti e informazioni complementari

Fulvio Lenzo – Domenico Rossi e Santa Maria Assunta dei Gesuiti ; Treccani – Storia di Venezia ; Ministero della Cultura – Il Martirio di san Lorenzo di Tiziano ; Ministero della Cultura – restauro PNRR della Chiesa dei Gesuiti.

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