Chiesa di Santa Maria Formosa Chiesa
Una delle chiese più antiche della laguna, ricostruita da Mauro Codussi nel 1492, nota per il suo mascherone grottesco e per il suo Polittico di Palma il Vecchio.
Santa Maria Formosa, tra leggenda mariana e grottesco veneziano
Santa Maria Formosa
Nel cuore di uno dei campi più animati di Castello, la chiesa Santa Maria Formosa sarebbe, secondo la tradizione, tra le otto prime chiese fondate nella laguna dal vescovo Magno d'Oderzo nel VII secolo. La Vergine gli sarebbe apparsa sotto l'aspetto di una « magnifica matrona » e gli avrebbe indicato l'ubicazione del santuario. Il latino formosa, « bella » o « ben fatta », avrebbe così dato il nome alla chiesa. La tradizione rimane leggendaria: la documentazione certa appare solo nell'XI secolo, intorno al 1060.
L'edificio attuale è il risultato della ricostruzione avviata nel 1492 da Mauro Codussi, uno dei principali introduttori del Rinascimento a Venezia. Adotta una pianta a croce latina a tre navate, conservando al contempo una forte centralità ereditata dalla chiesa precedente, un tempo organizzata secondo una croce greca e già dotata di una cupola.
Santa Maria Formosa ha la particolarità di presentare due facciate monumentali, entrambe legate alla famiglia Cappello. Quella sul rio, completata nel 1542, adotta un vocabolario classico e funge anche da monumento all'ammiraglio Vincenzo Cappello, la cui statua domina il portale. La facciata rivolta verso il campo, completata nel 1604, appartiene a un linguaggio più barocco.
La cupola, ricostruita dopo il suo crollo durante il terremoto del 1688, domina un interno ricco di opere. La più celebre è il Polittico di Santa Barbara di Palma il Vecchio, realizzato intorno al 1523-1524 per la Scuola dei Bombardieri. Santa Barbara, patrona degli artiglieri, occupa il pannello centrale, con un cannone ai suoi piedi. La chiesa conserva anche il Trittico della Vergine della Misericordia di Bartolomeo Vivarini, datato 1473, e un'Ultima Cena di Leandro Bassano.
Santa Maria Formosa era anche legata alle cerimonie pubbliche della Repubblica. Dopo la scomparsa dell'antica Festa delle Marie, associata nella tradizione alla liberazione di giovani spose rapite da pirati, il doge continuò a lungo a venire solennemente a pregare nella chiesa il 2 febbraio, giorno della Purificazione della Vergine.
Il 9 agosto 1916, durante la Prima Guerra Mondiale, una bomba incendiaria austriaca colpì la chiesa e distrusse in particolare il suo organo. L'edificio fu successivamente restaurato.
Il campo che circonda la chiesa, uno dei più vasti di Castello, mescola caffè, abitazioni e circolazione locale. Situato vicino al Palazzo Grimani e su un itinerario naturale tra San Marco e i Santi Giovanni e Paolo, costituisce una tappa interessante per scoprire una Venezia monumentale ancora integrata nella vita quotidiana.
Fonti e informazioni complementari
Chorus Venezia - Santa Maria Formosa ; Save Venice - Polyptych of Saint Barbara ; Venice in Peril - Santa Maria Formosa.
Mappa e itinerario
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