Gallerie dell'Accademia Museo

Il grande museo della pittura veneziana, situato vicino al ponte dell'Accademia nell'antico complesso di Santa Maria della Carità.

Uomo di Vitruvio, Da Vinci

Gallerie dell'Accademia, la pittura veneziana a Venezia

Le Gallerie dell'Accademia occupano un posto di primo piano a Dorsoduro, sul bordo del Canal Grande e all'estremità del ponte dell'Accademia. Il museo è situato nell'antico complesso di Santa Maria della Carità, che riunisce l'antica chiesa, il convento dei canonici lateranensi e gli spazi della Scuola Grande della Carità.

È soprattutto il grande museo di riferimento per comprendere la pittura veneziana e veneta, dal XIV al XVIII secolo. Le sue collezioni permettono di seguire l'evoluzione di una tradizione artistica che ha dato un posto particolare al colore, alla luce, al ritratto, alle vaste composizioni narrative e, più tardi, alle vedute di Venezia.

Incontro e partenza dei fidanzati - Vittore Carpaccio

Incontro e partenza dei fidanzati, Vittore Carpaccio (1495-1500), via Wikimedia Commons

Un museo nato dall'Accademia di Belle Arti

La storia del museo è direttamente legata a quella dell'Accademia di Belle Arti di Venezia. Il complesso della Carità fu attribuito ad esso sotto il Regno d'Italia napoleonico nel 1807. Ai primi nuclei costituiti per l'insegnamento si aggiunsero allora numerosi dipinti provenienti in particolare da chiese, conventi e confraternite soppresse all'inizio del XIX secolo.

Le Gallerie aprirono al pubblico nel 1817. Le collezioni continuarono poi ad arricchirsi con acquisizioni, donazioni e l'arrivo di opere provenienti da antichi edifici veneziani. Nel 1879, il museo fu separato dalla tutela diretta dell'Accademia di Belle Arti, iniziando la sua storia come istituzione museale autonoma.

Da Bellini a Guardi, diversi secoli di pittura veneziana

Da sapere

Le Gallerie conservano il famoso Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, disegno realizzato intorno al 1490 per studiare le proporzioni ideali del corpo umano. A causa della sua fragilità e sensibilità alla luce, quest'opera su carta è esposta solo eccezionalmente.

Il percorso riunisce una straordinaria raccolta di opere di Giovanni Bellini, Giorgione, Carpaccio, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo, Canaletto o Guardi. Tra i pezzi più famosi figurano La Tempesta di Giorgione, l'ultima Pietà di Tiziano, la monumentale Cena in casa di Levi di Veronese e il ciclo della leggenda di sant'Orsola dipinto da Carpaccio.

Questi dipinti non raccontano solo la storia della pittura. Pale d'altare, ritratti, processioni, miracoli, grandi scene destinate alle scuole e vedute del XVIII secolo mostrano anche come Venezia rappresentasse se stessa. Le architetture, i costumi, le cerimonie e talvolta la città stessa diventano così una fonte particolarmente ricca sulla società e l'immaginario della Repubblica.

Una collezione inseparabile dalla sua cornice

La visita deve parte del suo interesse anche agli edifici che la ospitano. Alcune sale occupano gli antichi spazi della Scuola della Carità, mentre il complesso conserva elementi gotici e allestimenti derivanti da diverse campagne architettoniche. L'antico convento comprende in particolare spazi progettati nel XVI secolo da Andrea Palladio, a lungo utilizzati dall'Accademia prima di essere integrati nel percorso museale.

La ricchezza delle collezioni rende difficile una visita esaustiva in poco tempo. Per una prima scoperta, è più proficuo seguire alcuni grandi complessi: i Bellini e il Rinascimento veneziano, le immense composizioni narrative di Carpaccio, Tintoretto e Veronese, poi la pittura del XVIII secolo e le vedute di Canaletto e Guardi. Si comprende allora come i pittori abbiano contribuito, per diversi secoli, a costruire l'immagine che Venezia dava di sé.

Fonti e informazioni complementari

Mappa e itinerario

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