Biblioteca Marciana e Museo Archeologico Biblioteca

Capolavoro del Sansovino sulla Piazzetta, la Biblioteca Marciana conserva i manoscritti donati dal cardinale Bessarione nel 1468. Confina con il Museo Archeologico, nato dalla collezione di antichità della famiglia Grimani.

Biblioteca Marciana, première salle de lecture, Venise

Una visita complementare nel cuore di San Marco

Meno noti della basilica o del vicino Palazzo Ducale, le sale monumentali della Marciana e il Museo Archeologico offrono una visita particolarmente interessante: libri greci salvati e collezionati dagli umanisti, architettura ispirata a Roma e sculture antiche raccontano la volontà di Venezia di presentarsi come una delle grandi eredi della cultura classica e bizantina.

Biblioteca Marciana sulla Piazzetta San Marco, Venezia

Biblioteca Marciana, Piazzetta San Marco

Dal 2025, un biglietto consente di visitare direttamente il Museo Archeologico e le sale monumentali della Marciana, con accesso dalla Piazzetta San Marco. Sono inoltre inclusi nel percorso cumulativo dei musei di Piazza San Marco con il Museo Correr e il Palazzo Ducale.

La Biblioteca Marciana, capolavoro del Sansovino sulla Piazzetta

Lettera al doge del cardinale Bessarione, 1468

Lettera al doge del cardinale
Bessarione, 1468

Sulla Piazzetta San Marco, di fronte al Palazzo Ducale, la Biblioteca Marciana — biblioteca nazionale Marciana — è tra le grandi realizzazioni del Rinascimento a Venezia. La sua facciata a due livelli, ispirata all'architettura romana antica, associa al piano terra arcate di ordine dorico e, sopra, una loggia di ordine ionico coronata da una balaustra con statue. Palladio la considerava uno degli edifici più ricchi e più ornati costruiti dall'antichità.

La storia della biblioteca prende una svolta decisiva nel 1468, quando il cardinale Bessarione, umanista greco e grande difensore della cultura ellenica, dona alla Repubblica la sua eccezionale collezione. Il lascito comprende 548 codici greci, 337 latini e 27 incunaboli. Bessarione voleva soprattutto preservare e trasmettere il patrimonio intellettuale greco in un contesto segnato dalla caduta di Costantinopoli nel 1453. Arrivati a Venezia a partire dal 1469, i volumi sono inizialmente conservati nel Palazzo Ducale, in attesa di una biblioteca degna della loro importanza.

I libri di Bessarione vengono collocati nella nuova Libreria nel 1560, su leggii di noce a cui molti sono ancora legati con catene. La decorazione trasforma la biblioteca in un vero e proprio manifesto della cultura umanistica veneziana. Nell'atrio, La Sapienza dipinta da Tiziano intorno al 1560 domina uno spettacolare soffitto a trompe-l'œil. La scala del Sansovino, arricchita da stucchi di Alessandro Vittoria, sviluppa invece un programma neoplatonico che conduce simbolicamente l'uomo dalle influenze terrene alla virtù e poi alla conoscenza.

Mappa del mondo di Fra' Mauro (1460)

Carta del Mondo di Fra' Mauro, 1460
(Piero Falchetta, via Wikimedia Commons)

Nel salone grande, il soffitto dorato riunisce ventuno tondi dipinti tra gli altri da Paolo Veronese, Andrea Schiavone, Battista Zelotti, Battista Franco, Giulio Licinio, Giuseppe Salviati e Giovanni De Mio. Le pareti ospitano figure di filosofi a cui parteciparono anche Tintoretto e Veronese. Due grandi globi di Vincenzo Coronelli, realizzati alla fine del XVII secolo, completano oggi questo straordinario complesso.

Galleria

Il Museo Archeologico, dai Grimani allo Statuario Pubblico

Nel prolungamento del percorso museale, all'inizio delle Procuratie Nuove, il Museo Archeologico Nazionale trae origine dalle grandi collezioni di antichità costituite dall'aristocrazia veneziana. Nel 1523 il cardinale Domenico Grimani lascia alla Repubblica una parte importante dei suoi marmi e bronzi antichi raccolti a Roma. Già nel 1525 alcune sculture sono esposte nel Palazzo Ducale nella Sala delle Teste.

Suo nipote Giovanni Grimani prosegue questa politica donando alla Serenissima, negli anni Ottanta del Cinquecento, una vasta collezione di statue e rilievi antichi. Queste opere raggiungono l'atrio della Marciana, riallestito da Vincenzo Scamozzi: aperto come Statuario Pubblico nel 1596, questo insieme costituisce uno dei più antichi musei pubblici di scultura antica d'Europa. Più di duecento sculture vi furono allora presentate in una decorazione concepita per evocare l'antichità.

Installato dal 1926 nelle Procuratie Nuove, il museo conserva oggi sculture greche e romane, ritratti imperiali, rilievi, ceramiche, bronzi, avori, gemme e monete. Tra i pezzi provenienti dalle collezioni Grimani figurano in particolare rappresentazioni di Ulisse, Galata, Traiano e copie romane di celebri opere greche. L'insieme mostra quanto il gusto per l'antichità fosse già profondamente radicato nella cultura delle élite veneziane ben prima della nascita dell'archeologia moderna.

Fonti e informazioni complementari

Biblioteca Nazionale Marciana - Palazzo della Libreria Sansoviniana ; Biblioteca Nazionale Marciana - lascito di Bessarione ; Museo Archeologico Nazionale di Venezia - storia del museo ; Museo Archeologico Nazionale di Venezia - biglietti e visita.

Mappa e itinerario

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