Scuola Grande San Giovanni Evangelista Monumento

Antica grande confraternita di San Polo, conosciuta per il suo portale, le sue sale monumentali e la sua storia legata a una reliquia della Croce.

Gentile Bellini, Miracle of the Cross at the Bridge of S. Lorenzo (1500)

Scuola Grande San Giovanni Evangelista, confraternita e architettura

La Scuola Grande San Giovanni Evangelista si scopre in un settore relativamente tranquillo di San Polo, non lontano dalla basilica dei Frari e dal campo San Stin. L’approccio è quasi discreto, finché non appare la notevole recinzione in marmo che chiude il suo piccolo cortile. Dietro questo ingresso si nasconde però una delle più antiche e prestigiose confraternite di Venezia, ancora attiva oggi.

Immagine votiva della famiglia Vendramin davanti a una reliquia della Santa Croce, Tiziano verso il 1543-1547
Immagine della famiglia Vendramin davanti a una 
reliquia della Santa Croce, Tiziano verso il 1543-1547

Fondata nel 1261 vicino alla chiesa di Sant’Aponal, la confraternita si stabilì nel 1301 nella sua sede attuale, in locali appartenenti alla famiglia Badoer. Come le altre grandi scuole veneziane, riuniva i laici attorno a pratiche religiose, ma anche ad attività di carità, assistenza reciproca e sostegno ai confratelli in difficoltà. La sua crescente potenza finanziaria le permise presto di commissionare edifici, decorazioni e opere d’arte ad alcuni dei migliori artisti della Repubblica.

Un evento trasformò profondamente la sua storia: nel 1369, il cavaliere e diplomatico francese Philippe de Mézières, allora gran cancelliere del regno di Cipro, le consegnò un frammento considerato proveniente dalla Vera Croce. Conservata in un prezioso reliquiario gotico in cristallo di rocca e argento dorato, questa reliquia divenne il principale oggetto di devozione della confraternita e contribuì fortemente al suo prestigio in città.

Da Pietro Lombardo a Mauro Codussi

All’esterno, l’elemento più spettacolare è la recinzione monumentale in marmo realizzata da Pietro Lombardo tra il 1478 e il 1481. Colonne, motivi vegetali e grande lunetta con l’aquila di san Giovanni compongono un ingresso raffinato che separa simbolicamente la confraternita dallo spazio urbano. Questo decoro del primo Rinascimento contrasta con le parti medievali ancora visibili attorno al cortile e annuncia la ricchezza degli spazi interni.

All’interno, la scala monumentale di Mauro Codussi, progettata nel 1498, è tra gli elementi più notevoli del complesso. Di fronte a uno spazio stretto, limitato dal canale vicino, l’architetto giocò sull’allargamento progressivo delle rampe e sulle linee di prospettiva per dare alla scala una profondità superiore alle sue dimensioni reali. L’effetto è allo stesso tempo funzionale e teatrale: la salita prepara gradualmente all’ingresso nelle sale di rappresentanza.

La grande sala capitolare offre un volto completamente diverso della Scuola. Giorgio Massari la trasformò profondamente tra il 1727 e il 1762, alzando il soffitto di diversi metri e aprendo dodici finestre ovali che diffondono la luce sopra i tetti vicini. La sua pavimentazione in marmi policromi, le sue decorazioni e l’altare dedicato a san Giovanni illustrano la potenza che la confraternita aveva ancora acquisito nel XVIII secolo.

La sala dell’Albergo, più intima, conserva invece diverse grandi tele di Palma il Giovane dedicate all’Apocalisse. Tiziano aveva anche dipinto per il suo soffitto una Visione di san Giovanni Evangelista, oggi conservata a Washington. Il complesso permette così di seguire diversi secoli d’arte veneziana, dal gotico al barocco, senza che le diverse campagne di lavori abbiano completamente cancellato quelle che le precedevano.

La visita permette soprattutto di capire cosa rappresentava una Scuola Grande nella società veneziana. Queste istituzioni non erano né semplici associazioni pie né amministrazioni pubbliche: organizzavano assistenza, cerimonie e processioni, gestivano patrimoni importanti e costituivano potenti committenti artistici. Le loro sedi dovevano quindi esprimere allo stesso tempo devozione, solidarietà e prestigio collettivo.

Il fascino del luogo risiede infine nella sua successione di spazi. Dai vicoli di San Polo, si oltrepassa la recinzione in marmo per entrare in un piccolo cortile quasi appartato, prima di passare verso l’atrio, la scala monumentale e le vaste sale di rappresentanza. Questa progressione dal discreto al solenne riassume abbastanza bene un’istituzione il cui potere si nascondeva dietro la modesta parola scuola.

Fonti e informazioni complementari

Scuola Grande San Giovanni Evangelista - sito ufficiale ; Scuola Grande San Giovanni Evangelista - storia ; Scuola Grande San Giovanni Evangelista - arte e architettura ; Gallerie dell’Accademia - ciclo dei Miracoli della Croce ; Venezia Unica - Scuola Grande San Giovanni Evangelista.

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