Palazzo Grassi Palazzo

Grande palazzo sul Canal Grande, oggi spazio espositivo della Pinault Collection a Venezia. Tra i sestieri di San Marco e Dorsoduro, Palazzo Grassi interessa al di là della sua programmazione artistica, come figura della transizione da una Venezia patrizia del XVIII secolo a un centro internazionale dell'arte contemporanea.

Palazzo Grassi, palazzo classico e arte contemporanea

Palazzo Grassi di Venezia
Palazzo Grassi

Il Palazzo Grassi si erge sul Canal Grande, vicino a campo San Samuele e campo Santo Stefano. La sua facciata chiara, regolare e monumentale contrasta con i palazzi gotici o rinascimentali che costeggiano il canale: appartiene a una Venezia del XVIII secolo già orientata verso un linguaggio architettonico più classico.

Il palazzo fu costruito tra 1748 e 1772 per la ricca famiglia Grassi, originaria di Chioggia, che aveva acquisito un vasto terreno con una lunga facciata sul Canal Grande. Il progetto è attribuito a Giorgio Massari, uno dei principali architetti veneziani del XVIII secolo, attivo anche a Ca' Rezzonico e in diverse grandi chiese della città.

La sua architettura riflette questo periodo tardo. La facciata sul Canal Grande abbandona gran parte della fantasia decorativa dei secoli precedenti a favore di una composizione simmetrica, scandita da finestre e lesene. All'interno, il vasto atrio con colonne, lo scalone d'onore e le sale dei piani conservano però una decorazione molto più teatrale, arricchita dai successivi proprietari.

Il palazzo cambiò più volte proprietario nel XIX secolo. Il barone Simeone de Sina fece trasformare e ridécorare alcuni spazi, lasciando sontuosi soffitti dipinti. L'interno permette così di leggere più epoche insieme: architettura veneziana del XVIII secolo, arredi del XIX e allestimenti museali contemporanei.

Da residenza aristocratica a grande spazio espositivo

A metà del XX secolo, Palazzo Grassi cambia profondamente funzione. La famiglia Marinotti vi installa il Centro internazionale delle arti e del costume, trasformando parte del palazzo per ospitare mostre e manifestazioni culturali. Nel 1983, Fiat acquista a sua volta l'edificio e affida a Gae Aulenti, assistita da Antonio Foscari, un'importante riconversione destinata alle grandi mostre d'arte e di archeologia.

François Pinault acquista il palazzo nel 2005. L'architetto giapponese Tadao Ando riallestisce gli spazi rispettando ampiamente la loro architettura storica, adattandoli a mostre contemporanee molto diverse tra loro. Palazzo Grassi apre nel 2006 come primo spazio veneziano della Pinault Collection.

La visita dipende quindi fortemente dalla programmazione temporanea, ma l'edificio costituisce una parte importante dell'esperienza. L'atrio, il grande scalone decorato, gli affreschi e i soffitti storici appaiono tra le opere contemporanee, creando a volte confronti piuttosto sorprendenti tra i secoli.

Il dispositivo veneziano della Pinault Collection si è poi esteso a Punta della Dogana, aperta nel 2009 nelle antiche dogane marittime alla punta di Dorsoduro, e poi al Teatrino adiacente a Palazzo Grassi. Questi luoghi offrono architetture molto diverse e permettono di presentare sia mostre monografiche che insiemi di grande portata.

In un percorso tra San Marco e Dorsoduro, Palazzo Grassi costituisce così una tappa interessante anche al di là della sua programmazione artistica. Racconta da solo il passaggio da una Venezia patrizia del XVIII secolo a una città diventata uno dei grandi centri internazionali dell'arte contemporanea, senza che una di queste identità cancelli completamente l'altra.

Fonti e informazioni supplementari

Pinault Collection - Palazzo Grassi ; Pinault Collection - La Collezione Pinault a Venezia ; Palazzo Grassi - Storia del palazzo.

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