San Pietro di Castello Chiesa
Antica cattedrale di Venezia, situata in uno dei settori più tranquilli e orientali di Castello. L'ampio campo, le antiche dipendenze patriarcali e la vicinanza di Sant'Elena compongono un paesaggio aperto, raro nella città storica. Il luogo si caratterizza come l'antico centro religioso di Venezia, prima di San Marco, e si constata che la geografia del potere veneziano si è profondamente spostata nel corso dei secoli.
San Pietro di Castello, l’antica cattedrale di Venezia
San Pietro di Castello occupa una piccola isola tranquilla all’estremità orientale del sestiere di Castello. Separato dal resto di Venezia da un canale e circondato da un vasto campo, il luogo appare oggi quasi periferico. Fu però, per più di un millennio, uno dei principali centri religiosi della città.
L’isola portava anticamente il nome di Olivolo. Una prima chiesa dedicata ai santi bizantini Sergio e Bacco è attestata già nel VII secolo. Fu sostituita nel IX secolo da un edificio consacrato all’apostolo Pietro, in un settore che contava tra i più antichi nuclei abitativi della laguna veneziana.
San Pietro divenne la sede del vescovo di Olivolo, poi di Castello, prima di ospitare nel 1451 il nuovo patriarcato di Venezia. Nel frattempo, la basilica di San Marco rimaneva ufficialmente la cappella privata del doge: prestigiosa, centrale e strettamente legata al potere politico, ma non era ancora la cattedrale della città.
La situazione cambiò dopo la caduta della Repubblica. Il trasferimento della sede patriarcale a San Marco fu deciso sotto l’amministrazione napoleonica nel 1807, poi confermato e attuato effettivamente nel 1821. San Pietro perse allora la sua funzione di cattedrale, il che spiega in parte il contrasto attuale tra l’importanza storica del monumento e la tranquillità del suo ambiente.
Architettura e opere notevoli di San Pietro di Castello
L’attuale chiesa risulta principalmente da trasformazioni realizzate tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo. Andrea Palladio propose già nel 1556 un progetto di nuova facciata, ma questo fu eseguito solo dopo la sua morte, con diverse modifiche, da Francesco Smeraldi. Le sue grandi forme classiche e la sua pietra chiara annunciano le facciate palladiane di San Giorgio Maggiore e del Redentore.
Il campanile in pietra d’Istria, costruito tra il 1482 e il 1490 da Mauro Codussi, è anteriore a questa ricostruzione. Interamente rivestito di pietra bianca, a differenza della maggior parte dei campanili veneziani in mattoni, costituisce uno degli elementi più riconoscibili dell’insieme, nonostante la visibile inclinazione della sua struttura.
L’interno, organizzato a croce latina con tre navate e una grande cupola, conserva principalmente una decorazione del XVII secolo. L’altare maggiore in marmi policromi fu realizzato nel 1649 su disegno di Baldassare Longhena. Custodisce le reliquie di san Lorenzo Giustiniani, primo patriarca di Venezia, morto nel 1456.
Tra le altre opere importanti figurano la cappella Vendramin, anch’essa progettata da Longhena, un dipinto di Luca Giordano e un mosaico realizzato da Arminio Zuccato su disegno del Tintoretto. Questi elementi ricordano che San Pietro, nonostante il suo attuale isolamento dai grandi percorsi, beneficiò a lungo del prestigio e delle risorse legati al suo stato di cattedrale.
La visita di San Pietro di Castello vale tanto per la basilica quanto per il percorso che vi conduce. Venendo dall’Arsenale o da Via Garibaldi, si attraversa una Venezia progressivamente più residenziale, fatta di piccoli canali, di panni stesi alle finestre e di piazze frequentate soprattutto dagli abitanti.
Fonti e informazioni complementari
Chorus Venezia – San Pietro di Castello ; Patriarcato di Venezia – storia del patriarcato ; Venezia Unica – Castello.
Mappa e itinerario
Nel sestiere Castello