San Lazzaro degli Armeni Isola

Dal 1717, questa piccola isola ospita un monastero armeno mechitarista dotato di una ricca biblioteca e di una tipografia poliglotta, dove soggiornò in particolare Lord Byron per studiarvi l'armeno.

San Lazzaro degli Armeni

San Lazzaro degli Armeni, un'isola armena nella laguna di Venezia

Tra il centro storico di Venezia e il Lido, la piccola isola di San Lazzaro degli Armeni costituisce da oltre tre secoli un vero e proprio centro di cultura armena in mezzo alla laguna. Quasi interamente occupata dal suo monastero, ospita dal 1717 i monaci mechitaristi, congregazione cattolica armena il cui lavoro sulla lingua, la storia, l'editoria e i manoscritti ha ampiamente superato i confini dell'isola.

San Lazzaro aveva però conosciuto diverse vite in precedenza. Il suo isolamento le valse in particolare di ospitare nel Medioevo un lebbrosario, probabile origine del suo nome, essendo San Lazzaro tradizionalmente associato ai lebbrosi. Dopo diverse occupazioni religiose e un periodo di abbandono, l'isola assunse definitivamente la sua identità attuale all'inizio del XVIII secolo.

Nel XVIII e XIX secolo, San Lazzaro divenne uno dei principali centri intellettuali della diaspora armena. I Mechitaristi raccolsero antichi manoscritti, editarono testi storici, composero dizionari e opere erudite, tradussero autori europei e diffusero le loro pubblicazioni fino al Vicino Oriente e all'Asia. Questa attività spiega la sorprendente densità culturale di un'isola che si potrebbe attraversare a piedi in pochi minuti.

Ancora oggi, l'isola rimane un monastero vivente e non un museo ordinario. La scoperta avviene attraverso una visita guidata, che dà accesso a una parte degli spazi religiosi e delle collezioni. Permette soprattutto di capire come uno stesso luogo abbia potuto riunire per tre secoli vita monastica, ricerca filologica, editoria, conservazione del patrimonio e scambi tra l'Armenia e l'Europa.

San Lazzaro degli Armeni si distingue così dalle altre isole della laguna. Vi si viene per scoprire un centro di memoria e trasmissione armena eccezionalmente preservato. In poche sale, la visita conduce dal monachesimo alla tipografia, dai manoscritti medievali all'antico Egitto e da Mechitar a Byron.

I luoghi da scoprire a San Lazzaro degli Armeni

La biblioteca e la tipografia di San Lazzaro degli Armeni

Il monastero mechitarista di San Lazzaro ospita una delle più importanti biblioteche di manoscritti armeni al mondo, raccolta dall'insediamento della congregazione sull'isola nel 1717. Una tipografia poliglotta, attiva già dalla fine del XVIII secolo, pubblica ancora oggi opere in molte lingue.
Raccoglie decine di migliaia di opere in armeno, ma anche in numerose lingue europee e orientali. Il monastero conserva più di 4.000 manoscritti e codici miniati, alcuni dei quali risalgono all'alto Medioevo, costituendo la più importante collezione di manoscritti armeni conservata in Occidente. Testi religiosi, cronache, opere letterarie, scientifiche o filosofiche testimoniano il ruolo essenziale svolto dai monaci nella salvaguardia e nello studio della cultura armena.

La tipografia, una delle più antiche d'Europa ancora in parte attiva nel suo campo, ha pubblicato nel corso dei secoli opere in decine di lingue, contribuendo a diffondere la cultura armena ben oltre la sua diaspora. L'editoria fu uno degli strumenti principali dell'opera mechitarista. Dopo aver inizialmente lavorato con tipografi veneziani, la comunità sviluppò una propria tipografia alla fine del XVIII secolo. Pubblicò grammatiche, dizionari, traduzioni, opere religiose, storiche e letterarie destinate alle comunità armene disperse tra Europa e Oriente. San Lazzaro divenne così un anello essenziale di una tradizione della stampa armena particolarmente antica a Venezia, dove il primo libro stampato in armeno era già apparso nel 1512.

Il museo del monastero di San Lazzaro

Il museo del monastero raccoglie collezioni eterogenee, riflesso dei viaggi e delle relazioni intessute dalla congregazione mechitarista nel corso dei secoli: arte religiosa armena, oggetti d'Estremo Oriente e antichità egizie figurano tra i pezzi conservati.
 Oggetti archeologici, arti orientali, dipinti e doni ricevuti dalla congregazione raccontano le reti internazionali intrattenute dal monastero. 

Questa diversità, insolita per un monastero, illustra l'apertura intellettuale della congregazione mechitarista, impegnata dal XVIII secolo in un'attività di erudizione e di scambi che supera ampiamente l'ambito strettamente religioso.

La chiesa e il chiostro di San Lazzaro degli Armeni

Al centro del monastero, la chiesa e l'annesso chiostro formano il cuore spirituale della comunità mechitarista, dove alcuni religiosi perpetuano ancora oggi la liturgia armena secondo il rito proprio della loro congregazione, cattolica di rito orientale.
La sobrietà del chiostro, piantato con alcuni alberi, contrasta con la ricchezza della decorazione della chiesa, dove si mescolano influenze armene e veneziane nell'arredo liturgico.

Mechitar fece restaurare l'antica chiesa poco dopo il suo arrivo sull'isola e vi fu egli stesso sepolto nel 1749. L'edificio, rimaneggiato più volte, associa tracce di costruzioni antiche a interventi più recenti e conserva diversi altari e opere religiose. Il chiostro, circondato da arcate e aperto su un giardino interno, offre un contrasto particolarmente calmo con le sale piene di libri e collezioni. Ricorda che San Lazzaro rimane prima di tutto un luogo di vita monastica.

La sala « di Byron » a San Lazzaro

Una sala del monastero ricorda il ricordo del poeta britannico Lord Byron, che soggiornò più volte a San Lazzaro nel 1816 e 1817 per studiarvi l'armeno con i monaci mechitaristi e con padre Paschal Aucher, fino a collaborare alla redazione di una grammatica armeno-inglese e realizzare diverse traduzioni.

Il soggiorno del poeta romantico, documentato dalla sua corrispondenza dell'epoca, si inserisce nella lunga tradizione di accoglienza di visitatori stranieri curiosi della cultura armena, mantenuta dalla congregazione fino ad oggi.

I giardini e i dintorni del monastero

Dietro gli edifici si estendono giardini coltivati dall'insediamento dei Mechitaristi. Alberi, cespugli di rose e spazi verdi rafforzano l'impressione di isolamento dell'isola, pur essendo vicinissima a Venezia. Questa parte più tranquilla permette anche di percepire San Lazzaro come un insieme coerente: biblioteca, chiesa, celle, giardini e collezioni non formano attrazioni separate, ma le diverse componenti di una comunità installata qui dal 1717.

Fonti e informazioni complementari

Monastero mechitarista di San Lazzaro - sito ufficiale ; Catalogo ufficiale dei manoscritti armeni di San Lazzaro ; Ministero della Cultura - Museo e pinacoteca di San Lazzaro degli Armeni ; Venezia Unica - San Lazzaro degli Armeni.

Mappa e itinerario

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